Rilanciare il sistema culturale italiano: alcuni spunti da FME Education

In che modo connettere la ripartenza del Paese con il potenziale della cultura? È una questione di grande rilevanza su cui, tra addetti ai lavori e non, sono diverse le prospettive e le proposte. Il punto di partenza può scaturire da una valutazione del patrimonio esistente: su questo il Paese non ha eguali in quanto a ricchezza storica e culturale, tra aree e parchi archeologici, complessi monumentali, musei, collezioni e opere di ogni tipologia. Un ecosistema in cui confluiscono millenni di storia stratificata su tutto il territorio nazionale.
La contrazione avvenuta nel 2020 è però una battuta d’arresto con cui bisogna fare i conti. A due anni dall’esordio del Covid-19, infatti, cultura e turismo in Italia non sono ancora pienamente tornati ai livelli pre-pandemia, in un quadro generale in cui l’intera economia del Paese è alle prese con la ripartenza. La flessione è stata considerevole: secondo il Conto Satellite del Turismo per l’Italia (ISTAT), nel 2020 il totale dei pernottamenti di turisti stranieri si è ridotta del 54,6%. Una riduzione che ha inciso per oltre il 25% nella perdita di valore aggiunto subita dal Paese.
Come ripartire? Transizione sostenibile e transizione digitale sono due pilastri del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: insieme a queste, tuttavia, è necessario promuovere anche la cultura, comparto di punta sia in termini di indotto economico che attrattività. Ne sono convinte le realtà che fanno della cultura un elemento cardine. Lo crede anche FME Education, consapevole del valore del settore e, per tale ragione, si impegna nella sua valorizzazione. Su questo punta anche il PNRR, con circa 8 miliardi di euro destinati interamente all’ambito turistico e culturale. L’intervento pone attenzione ai progetti che fanno leva sull’innovazione e sul digitale per dare slancio alla ripartenza. Modernizzazione da un lato, valorizzazione del patrimonio storico-architettonico dall’altro.
L’obiettivo è rigenerare l’ecosistema nazionale attraverso progetti di rivitalizzazione dei luoghi a elevata valenza storica. Per il turismo, inoltre, sono previsti interventi che coinvolgono i borghi storici e rurali, con una linea dedicata attraverso il Piano Nazionale Borghi. Si punta anche a utilizzare gli strumenti del digitale e le nuove tecnologie per migliorare l’accessibilità e la fruizione del patrimonio esistente. Anche FME Education costruisce i propri progetti ispirandosi a tali principi: l’idea alla base è che la ripartenza economica e quella culturale rappresentino due facce della stessa medaglia.